Treviso tra le province pilota della riforma disabilità: coinvolte fino a 18 mila persone
Pubblicato
26 Febbraio 2026
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La provincia di Treviso è stata scelta tra le quaranta realtà italiane che sperimenteranno la nuova riforma nazionale della disabilità. Un cambiamento che interesserà circa 15 mila persone nel territorio, numero che potrebbe salire a 18 mila considerando le pratiche attualmente in revisione.

Le novità sono state illustrate durante un incontro promosso nella sede di Confcommercio Treviso, alla presenza di rappresentanti delle categorie economiche e delle parti sociali.

Il cuore della riforma è il superamento del tradizionale sistema basato sulle percentuali di invalidità civile. Al loro posto verrà introdotta una classificazione articolata su quattro livelli – lieve, medio, elevato e molto elevato – costruita su indicatori funzionali e non più soltanto sanitari. Al centro del nuovo impianto ci sarà il “Progetto di vita”, un percorso personalizzato che terrà conto non solo dell’aspetto sanitario, ma anche delle condizioni sociali e ambientali della persona, con l’obiettivo di favorire inclusione e autonomia.

L’obiettivo dichiarato infatti è quello di rendere la valutazione più aderente alla realtà concreta della persona, calibrando interventi e prestazioni in base ai bisogni effettivi. Non una semplice etichetta numerica, dunque, ma una lettura più ampia della condizione individuale.

Importanti anche le novità procedurali: l’iter amministrativo partirà dal certificato medico introduttivo, eliminando la necessità di presentare più domande. La valutazione sarà affidata all’INPS, subentrando alle Ulss, con criteri uniformi a livello nazionale per invalidità civile, legge 104, cecità e sordità. Tutte le comunicazioni saranno gestite tramite il Portale della Disabilità dell’INPS, con l’intento di rendere il sistema più rapido e trasparente.

Previsto inoltre un rafforzamento delle tutele per i caregiver, ossia i familiari che assistono persone con disabilità grave. La riforma prevede un rafforzamento dei permessi e dei congedi, con l’introduzione di dieci ore annue aggiuntive. Un passaggio che segna un’evoluzione culturale prima ancora che normativa: dalla percentuale al progetto personalizzato, con la persona al centro del sistema.

Determinante sarà il contributo dei medici certificatori. L’iter potrà essere avviato dal medico di base, dal pediatra di libera scelta o da specialisti del Servizio sanitario nazionale e di strutture accreditate, purché abilitati nel sistema INPS. Proprio per garantire un’applicazione uniforme delle nuove regole, sono già stati avviati incontri informativi con i professionisti del territorio, in collaborazione con l’Ordine dei medici.

La sperimentazione nella provincia di Treviso rappresenta dunque un banco di prova importante per una riforma che mira ad allineare l’Italia ai modelli internazionali più avanzati e ai principi della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità. In un contesto segnato dall’invecchiamento della popolazione, il nuovo impianto si propone di offrire risposte più adeguate e personalizzate, ponendo la persona, e non più la sola percentuale, al centro del sistema.

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