Treviso rende omaggio a Nino Springolo, uno dei protagonisti più significativi del Novecento veneto, con una grande mostra antologica che sarà inaugurata il 13 marzo al Museo Bailo e resterà aperta fino al 1° novembre. Sette mesi per riscoprire un artista che ha saputo coniugare talento, formazione internazionale e radicamento profondo nel territorio trevigiano.
La mostra proporrà una cinquantina di opere, alcune provenienti da collezioni private e in parte prestate dal nipote Daniele Springolo, che ha collaborato con il Comune e con l’assessorato alla Cultura alla realizzazione del progetto. Un percorso che intende restituire al pubblico la complessità e l’evoluzione stilistica del pittore.
Nato nel 1886, formatosi tra Venezia e Monaco di Baviera, Springolo seppe imporsi tra i protagonisti del Novecento veneto, nonostante iniziali resistenze familiari che lo avrebbero voluto commerciante. Partecipò a importanti esposizioni, tra cui le Biennali veneziane, pur mantenendo sempre un forte legame con la città natale. Tornava regolarmente nella sua città, dove trovava un ambiente culturale vivace e stimolante. All’Osteria Alla Colonna incontrava personalità come Gino Scarpa, Artuso Malossi, Arturo Martini e Giovanni Comisso, condividendo idee, confronti e visioni artistiche. Un legame, quello con Treviso, che non fu mai reciso e che contribuì a definire la sua identità di artista radicato nella comunità.
L’esposizione si propone non solo come celebrazione commemorativa, ma come occasione di rilettura critica. Attraverso dipinti che attraversano decenni di produzione, il pubblico potrà cogliere l’evoluzione del linguaggio di Springolo, il dialogo con le correnti artistiche del suo tempo e, insieme, la costante fedeltà a una sensibilità personale.
A più di mezzo secolo dalla morte, Treviso sceglie dunque di riportare al centro dell’attenzione uno dei suoi artisti più rappresentativi, restituendogli il posto che merita nella storia dell’arte veneta e offrendo alla città un’opportunità di approfondimento culturale di ampio respiro. Una mostra che non guarda solo al passato, ma rinnova il legame tra memoria, identità e patrimonio artistico.
