Prosegue con un nuovo appuntamento il ciclo di incontri L’architettura per tutti. Topografia del sacro. Luoghi e santuari del mondo, la rassegna di divulgazione dell’architettura organizzata dalla Fondazione Benetton, a cura di J.K. Mauro Pierconti, storico dell’architettura e curatore dello spazio espositivo di Ca’ Scarpa.
Il secondo appuntamento sarà dedicato al Santuario di Ise in Giappone.
La sera del 2 ottobre del 2013, tra le ombre della notte e della foresta che avvolge il Santuario Interno di Ise, la sacra presenza della dea Amaterasu, la maggiore delle divinità dello Shintoismo e la capostipite della famiglia imperiale, è stata collocata nel nuovo santuario, ricostruito per la 62ª volta; un rituale che si ripete da più di 1300 anni, dal 690 d.C., ogni 20 anni. Poche le interruzioni: la più lunga, di 123 anni, si colloca tra il 1462 e il 1585, per disordini interni e per un conseguente indebolimento dell’autorità imperiale.
Quel giorno, però, la prospettiva storica di un’origine così antica si concretizza all’istante nella cerimonia notturna, chiamata Sengyo, in cui la divinità viene trasferita.
Essa rappresenta il momento culminante di un iter durato ben otto anni: è quanto richiede il processo di ricostruzione del santuario, che nella nuova configurazione – nel mezzo della foresta – sorge in un lotto adiacente a quello della versione precedente, che verrà successivamente smontato.
Ed è così che la ricostruzione del santuario si accompagna ogni volta a un senso di rinascita e di rinnovamento che pervade l’intera società giapponese, dando forza e speranza nel domani.
Arte, cultura e religione si trovano qui strettamente intrecciate, immerse in un ambiente naturale che raccoglie e al tempo stesso esalta l’esperienza spirituale della visita.
Così scriveva Paul Valéry nel suo Eupalino (1932): «Non hai notato, passeggiando in questo luogo, come alcuni edifici siano muti, altri parlino e infine altri, i più rari, cantino?».
E una musica sentiamo provenire dalla lontana foresta di Ise; una musica alla quale non è possibile rimanere indifferenti.
Verranno riconosciuti i crediti formativi per gli iscritti all’Ordine degli Architetti, Pianificatori e Paesaggisti e Conservatori di Treviso.
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