Il mercato immobiliare di Treviso sta vivendo una fase di forte crescita. Nei primi nove mesi del 2025, le compravendite in città sono aumentate del 14,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, un dato che supera di gran lunga la media regionale veneta, che si attesta all’8%. In particolare, il capoluogo trevigiano ha visto quasi 1.100 passaggi di proprietà, con una media di quasi quattro case vendute al giorno. Questo mostra come la città continui a essere un polo di attrazione per chi cerca nuove opportunità abitative.
A spingere questa espansione sono anche le nuove costruzioni, che rappresentano il 37% delle offerte sul mercato. Le abitazioni di recente costruzione, con tecnologie avanzate e un maggiore risparmio energetico, stanno vedendo un incremento dei prezzi, spingendo al rialzo anche quelli delle case più datate. In città, il prezzo al metro quadro ha toccato i 2.865 euro, con un aumento del 29,5% negli ultimi cinque anni, pari a un tasso di crescita annuo del 5,3%.
Il fenomeno interessa soprattutto famiglie benestanti, investitori e professionisti, che scelgono di acquistare per uso personale o per fare reddito tramite locazioni turistiche. Il numero di Airbnb in città è infatti raddoppiato negli ultimi dieci anni, con quasi 600 appartamenti disponibili. Questo dato testimonia la crescente domanda di alloggi temporanei e la capacità della città di attrarre turisti e professionisti in visita per motivi di lavoro o svago
In parallelo alla crescita della domanda, però, si sta sollevando il dibattito politico sull’accessibilità del mercato immobiliare. Con l’impennata dei prezzi, infatti, risulta sempre più difficile per le famiglie giovani, i lavoratori e gli anziani riuscire ad acquistare una casa, una situazione che potrebbe accentuarsi nei prossimi anni se la tendenza attuale non verrà contenuta.
La città di Treviso si conferma dunque come uno dei principali centri immobiliari della regione, con un mercato vivace e in continua evoluzione, ma che solleva anche interrogativi su come affrontare la crescente difficoltà di accesso alla proprietà per le fasce più deboli della popolazione.
