Il tiramisù conquista le Olimpiadi e punta a Los Angeles 2028
Pubblicato
27 Febbraio 2026
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Treviso sogna in grande e lo fa grazie a un dessert. Il tiramisù è diventato una vera e propria star del villaggio olimpico, conquistando atleti da tutto il mondo e trasformandosi in un fenomeno social di portata globale. A certificare il fenomeno è stato un video pubblicato dallo snowboarder svizzero Jonas Hasler, che ha salutato i Giochi con un ultimo cucchiaio di tiramisù, quasi commosso. Il reel ha superato i 2 milioni e 700 mila visualizzazioni, soprannominandolo ironicamente come “Tiramisù man”.

Non è stato l’unico. Il fondista sudafricano Matthew Smith lo ha definito da “undici su dieci”, dando pienamente l’idea del suo entusiasmo. La campionessa di freestyle Eileen Gu ha dichiarato di adorarlo insieme alla madre, mentre l’americana Grace Henderson arrivava a condividere una teglia intera con le compagne di squadra. Video, foto, stories: il tiramisù è diventato un contenuto virale rimbalzato in tutto il mondo, grazie a profili social che contano milioni di follower.

Una visibilità straordinaria ma con un limite evidente: in nessuno di questi contenuti è stato citato il suo legame con Treviso o con il Veneto. Il dolce è stato celebrato, ma la sua origine territoriale è rimasta nell’ombra.

Ed è proprio su questo aspetto che ora si concentra la riflessione di Francesco Redi, imprenditore e ideatore della Tiramisù World Cup, la competizione internazionale che ogni anno porta a Treviso appassionati e professionisti del celebre dessert. L’obiettivo è chiaro: portare il tiramisù alle Olimpiadi estive di Los Angeles 2028 e farne un ambasciatore ufficiale del territorio. Non solo presenza simbolica, dunque, ma identità esplicita. Il progetto prevede anche di coinvolgere proprio quegli atleti che hanno contribuito alla popolarità del dolce, invitandoli come giudici alla prossima edizione della World Cup trevigiana. Giovani, seguitissimi, capaci di comunicare in modo diretto ed emozionale!

«Il tiramisù è un’attrazione globale, come il Colosseo o la Torre Eiffel», sostiene Redi, convinto che attorno al dessert si possa costruire un progetto economico e turistico strutturato.

In quest’ottica si inserisce anche il lavoro della Dmo Marca Treviso, che ha avviato un tavolo territoriale dedicato al turismo enogastronomico, con l’intento di costruire una strategia condivisa attorno alle eccellenze locali. Il tiramisù, per notorietà e diffusione, rappresenta un punto di partenza ideale.

Un segnale arriva anche dall’estero: in Cina il marchio “tiramisù” risulta già registrato, perfino nella variante “tilamisù”. Un segnale che conferma quanto sia necessario rafforzare il sistema di tutela delle eccellenze locali.

Dopo aver conquistato gli atleti e dominato i social, la sfida ora è quindi più ambiziosa: trasformare un successo spontaneo in un progetto strutturato. Dalle nevi olimpiche alla California, il viaggio del tiramisù continua. Ma questa volta con un obiettivo preciso: far sì che compaia anche il nome di Treviso.