San Valentino a Treviso, selfie e bacio davanti ai capolavori di Alberto Martini
Pubblicato
13 Febbraio 2024
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Torna “Un amore di museo”, l’iniziativa del Comune di Treviso per la festa degli innamorati 2024.

Al Museo di Santa Caterina saranno esposti in coppia i ritratti della figlia di Toscanini, Wally, e del suo grande amore, l’aristocratico Emanuele di Castelbarco.

Per il 2024, sono stati scelti due autentici capolavori di Alberto Martini, ritratti emblematici di una grande storia d’amore: quella tra Wally, figlia secondogenita del maestro Arturo Toscanini, e il conte Emanuele di Castelbarco, nobiluomo sposato e padre di 3 figli. Tra loro fu subito colpo di fulmine. La società reputò la loro storia d’amore scandalosa: nel 1931 Emanuele si separò dalla moglie e chiese la nazionalità ungherese (stratagemma ideato con l’aiuto di Gabriele D’Annunzio) per potersi unire a Wally Toscanini. Un selfie accanto a questi due innamorati è di buon auspicio alle storie d’amore impossibili.

A dirlo sono il sindaco Mario Conte, il neo assessore Teresa De Gregorio con il direttore dei Musei Civici, Fabrizio Malachin, che spiega: «Lei, Wally, sarà al Museo Santa Caterina nel magnifico, potente ritratto che le ha dedicato Alberto Martini, opera considerata tra i capolavori italiani del Deco. Si tratta di un grande pastello alto 131 centimetri e largo 204, è del 1925. Wally vi compare nel vestito da ballo di seta gialla indossato per una serata mondana in Casa Visconti. Lui la ritrae sdraiata su un raffinato divano, il volto incorniciato da un curioso copricapo, 4 fili di perle.   Bellissima, altera, una dea sicura della propria bellezza e del suo potere sugli uomini. Emanuele – continua Malachin -, egualmente ritratto da Alberto Martini nello stesso 1925, appare come un posato, affascinante nobiluomo del tempo, vestito da cavaliere con una appariscente giacca rossa e con un gruppo di libri poggiati sul tavolo alla destra (cavalli e libri, le sue passioni), in un grandioso pastello di 238 x 130 centimetri. Si tratta di una coppia di veri capolavori che tornano visibili assieme dopo quasi 40 anni: furono esposte in coppia solo due volte, alla Biennale di Venezia del 1926 e alla mostra milanese del 1985-1986». 

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